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Debiti fiscali e contributivi non frenano il concordato

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Sì al salvataggio delle imprese insolventi pressate dai debiti fiscali e contributivi. Diventerà, infatti, possibile ottenere l'omologazione di concordati preventivi e accordi di ristrutturazione anche quando il voto del fisco e degli enti di previdenza è determinate per ottenere la maggioranza dei creditori. La condizione essenziale sarà potere dimostrare che la liquidazione del proprio patrimonio nell'ambito del fallimento è meno vantaggiosa della proposta formulata, così dunque il tribunale potrà omologare l'accordo di ristrutturazione dei debiti o il concordato. Lo prevede il decreto legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020 che, dopo l'ok del Senato, ha ricevuto ieri il via libera definitivo dalla Camera dei deputati. La legge (si veda ItaliaOggi del 12 novembre scorso) va a modificare gli artt. 180, 182-bis, 182-ter del rd 267/42 (legge fallimentare) e va ad abrogare il dm 4/8/2009 sull'applicazione dei criteri di accettazione della transazione fiscale da parte degli enti previdenziali nell'ambito delle procedure relative agli accordi di ristrutturazione e ai concordati preventivi (si veda tabella in pagina).

Le altre novità. Durata prolungata per certificati, attestati e permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi, compresi quelli inerenti inizio e ultimazione dei lavori. Essi saranno validi fino a 90 giorni dopo la cessazione dell'emergenza Covid. Il termine finale, fino a oggi fissato rigidamente al 31 luglio 2020, è stato spostato con una scadenza adesso mobile. La legge regolarizza anche i documenti relativi agli ultimi mesi, stabilendo che tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, scaduti tra il 1° agosto 2020 e la data di entrata in vigore della legge di conversione del dl 125, e che non sono stati rinnovati, si intendono validi. Le previsioni non si applicano ai documenti unici di regolarità contributiva. Mentre i permessi di soggiorno e i titoli con scadenze ad essi collegati (articolo 103, commi 2-quater e 2-quinquies, del dl 18/2020, convertito in legge 27/2020, il cosiddetto Cura Italia) compresi quelli aventi scadenza sino al 31 dicembre 2020 conservano la loro validità fino alla cessazione dello stato di emergenza deliberato dal consiglio dei ministri del 7 ottobre 2020 e avente scadenza il 31 gennaio 2021. Altra novità riguarda i documenti di riconoscimento. La validità ad ogni effetto dei documenti di riconoscimento e di identità rilasciati da amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto è prorogata al 30 aprile 2021 (la precedente data era il 31 agosto 2020). La validità ai fini dell'espatrio resta tuttavia limitata alla data di scadenza indicata nel documento. Come spiega una nota del ministero delle infrastrutture e dei trasporti «il nuovo termine per le patenti e i fogli rosa scaduti o in scadenza durante l'emergenza Coronavirus (…) è stato spostato fino alla data di cessazione dell'emergenza da Covid-19 che, almeno fino a questo momento, è fissato al 30 aprile 2020. Il rinvio riguarda tutti gli atti amministrativi in scadenza». In materia di condomini, si stabilisce invece che la partecipazione all'assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza con decisione assunta dalla maggioranza dei condomini (prima era richiesta l'unanimità). Critica Confedilizia, secondo cui «tale previsione impedirà di fatto a milioni di persone, non in grado o comunque nell'impossibilità di utilizzare mezzi telematici, di partecipare alle riunioni di condominio, creando comunque un generale aggravio di costi. Si cancella in un colpo solo uno dei principi cardine dell'intera disciplina condominiale: la possibilità, per tutti gli aventi diritto, di partecipare all'assemblea per fornire, ciascuno, il proprio contributo alla discussione e alla votazione. L'auspicio è che, come peraltro preannunciato da esponenti della maggioranza, la norma venga al più presto rivista».

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