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Indicatori di rotazione: il tempo medio di giacenza del magazzino

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Gli indici allerta predisposti dal CNDCEC in data 20.10.2019, in qualità di soggetto delegato dal legislatore del CCI (art.13), non soddisfano appieno le esigenze del legislatore che sono quelle di rilevare: (i) il livello di solvibilità; (ii) l’esistenza dei presupposti di continuità aziendale; (iii) la sostenibilità economica.

A tal fine, negli articoli precedenti, avevamo già trattato degli indicatori patrimoniali-finanziari e di quelli di equilibrio economico-finanziario.

Oggi trattiamo degli indicatori di rotazione.     

Sono stati classificati come indicatori di rotazione:

a. Tempo medio di giacenza del magazzino
b. Tempo medio di incasso dei crediti
c. Tempo medio di pagamento dei debiti

A. Tempo medio di giacenza del magazzino

L’indice di rotazione delle scorte di magazzino sia che si tratti di prodotti finiti, materie prime e merci, ci permette di capire quante volte il magazzino si rinnova. Tale rapporto esprime la forza delle nostre vendite. La formula è la seguente:

Vendite 
Magazzino

Al fine di omogeneizzare il numeratore e il denominatore del rapporto è necessario valorizzare il numeratore al costo, ovvero al netto del mark-up (utile sulle vendite) e degli eventuali sconti, abbuoni e resi.

Infatti, il denominatore del rapporto, è valorizzato al costo. Se non ci comportassimo in questo modo, il rapporto potrebbe assumere valori annacquati, ovvero più alti e consegnare delle informazioni non corrette. Alcuni analisti, quindi, al posto delle vendite, ovvero della voce 1) della macroclasse A) del conto economico (art.2425 c.c.), utilizzano al numeratore del rapporto il costo del venduto (COGS – cost of goods sold).

Quest’ultimo, è dato da (esistenze iniziali + acquisti – rimanenze finali). Questa seconda opzione, se da una parte abbassa il valore di rotazione delle scorte, dall’altra, porta ad un risultato dell’indice di rotazione più corretto e veritiero.      

Dire, poi, che il magazzino scorte in un anno si è rinnovato 2 volte o dire che la giacenza media dello stesso è pari 182,5 giorni, ovvero 6 mesi è la solita cosa. Anzi, nel secondo caso, la percezione dell’andamento del magazzino risulta più intuitiva e di più facile comprensione.

Ecco, allora, che al posto dell’indice di rotazione del magazzino, potremmo usare quello del tempo medio di giacenza:

 Magazzino x 365 (360) 
Costo del venduto

Nel caso di magazzino semilavorati e materie prime avremo avuto:

Acquisti netti MP
Magazzino MPMagazzino MP x 365 (360)
Acquisti netti MP

Esemplificando e sintetizzando il tutto con un piccolo esempio, ipotizziamo un fatturato relativo all’anno 2020 pari ad euro 700 e uno stock di magazzino per euro 350. Se rapportiamo tali valori, risulta evidente che per vendere ciò che è stato venduto è stato necessario comprare 700 euro di prodotti o materie prime, ovvero il doppio dello stock di fine anno. L’indice di rotazione è pari a 2 (700/350) e il tempo medio di giacenza del magazzino è pari a 350/700*365=182,5 gg. In altri termini, il magazzino si rinnova ogni 6 mesi. Se questo valore potrebbe essere fisiologico per una attività vinicola, potrebbe rappresentare un indizio di difficoltà per un’attività di somministrazione di bevande e alimenti (Bar). Nell’esempio illustrato, abbiamo preso a riferimento un arco temporale pari ad 1 anno. Siamo liberi, ovviamente, di decidere l’arco temporale che riteniamo utile di analizzare e quindi se fosse stato un mese specifico, avremmo proceduto a moltiplicare il rapporto per 30 (mese commerciale), se fosse stato un trimestre per 90 e così via. Di contro, il valore dello stock delle scorte nel rapporto/formula sarà quello del periodo di riferimento.

Al fine di monitorare ed anticipare eventuali segnali di crisi finanziaria e di ricevere un’indicazione più puntuale, potrebbe inoltre essere molto utile determinare tale indicatore considerando, al numeratore, i valori medi delle scorte, siano esse prodotti finiti, merci o materie prime. In tal caso la formulazione risulterebbe la seguente:

(Magazzino PF + Magazzino PF iniziale) / 2 x 365 (360)
Costo del venduto(Magazzino MP + Magazzino MP iniziale) / 2 x 365 (360)
Acquisti netti

I valori medi, infatti, normalizzano gli importi di tali poste di bilancio dagli eventuali picchi, magari non ordinari, dell’andamento di fine anno del fatturato e degli acquisti. Si ricorda che l’analisi dei tempi medi di giacenza delle scorte non necessariamente deve essere fatta a livello annuale, ma potrebbe essere fatta a livello mensile, trimestrale o semestrale. In tal caso, invece di moltiplicare il rapporto per 365 (360), lo moltiplicheremo per 30, 60, 90 gg.  

La gestione del magazzino, specialmente per le imprese industriali e commerciali, da un punto di vista economico è cruciale per definire e delineare il ciclo di produzione e vendita e quindi per dare attuazione alla strategia del core business. Da un punto di vista strettamente finanziario, il magazzino costituisce un impiego di risorse, pertanto maggiore è il tempo che impiega a trasformarsi in cassa (e quindi maggiore sarà la giacenza media delle scorte), più aumentano, a parità di condizioni, le probabilità che l’azienda si possa trovare in difficoltà finanziarie o in situazioni di crisi di liquidità.

Sulla base di tali premesse, che hanno una valenza generale nell’economia e nella gestione di un’impresa, le tempistiche più stringenti introdotte dal legislatore con il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza, dovrebbero spingere le imprese, specialmente quelle di minori dimensioni che risultano ad oggi meno attrezzate, a seguire una direzione di marcia improntata verso una pianificazione più precisa, dettagliata e puntuale delle attività di acquisto e vendita dei prodotti, come ad esempio, il “just in time”, in modo da non rimanere impreparati di fronte al verificarsi di possibili eventi imprevisti negativi. Spesso il valore contabile della posta di bilancio “magazzino” diverge dal suo valore di mercato. Su questo presupposto si suggerisce, prima di procedere al calcolo dell’indicatore, di verificare non solo questa eventualità, ma di accertare, prima di tutto, l’esistenza fisica del magazzino stesso e questo al fine di mettere al numeratore e al denominatore del rapporto dei dati effettivi e non meramente contabili.

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