La durata media del capitale circolante netto commerciale
Gli indici allerta predisposti dal CNDCEC in data 20.10.2019, in qualità di soggetto delegato dal legislatore del CCI (art.13), non soddisfano appieno le esigenze del legislatore che sono quelle di rilevare: (i) il livello di solvibilità; (ii) l’esistenza dei presupposti di continuità aziendale; (iii) la sostenibilità economica. A tal fine, negli articoli precedenti, avevamo già trattato degli indicatori patrimoniali-finanziari e di quelli di equilibrio economico-finanziario. Oggi trattiamo degli indicatori di rotazione ed in particolar modo, della durata media del capitale circolante netto commerciale.
Sono stati classificati come indicatori di rotazione:
a. Tempo medio di giacenza del magazzino
b. Tempo medio di incasso dei crediti
c. Tempo medio di pagamento dei debiti
d. Durata media del capitale circolante netto commerciale
D. La durata media del capitale circolante netto commerciale
Una volta che abbiamo determinato la durata media delle rimanenze di magazzino, dei crediti e dei debiti possiamo determinare la durata media del ciclo economico commerciale e in termini assoluti, il flusso o il deflusso di liquidità che si è generato dal ciclo stesso.
Infatti, se procediamo a sommare:
n-1 n
+ Giorni medi di incasso 90 90
+ Giorni medi delle rimanenze 30 60
– Giorni medi di pagamento 60 60
DURATA MEDIA CCNC 60 90
Dalla esemplificazione di cui sopra, risulta che i tempi medi di incasso dei crediti e delle rimanenze al netto del pagamento dei fornitori si è allungato con evidenti ripercussioni sul fabbisogno di liquidità.
Il monitoraggio dei tempi medi di incasso dei crediti, di quello di disinvestimento delle giacenze ed infine, dei tempi di pagamento dei fornitori è fondamentale anche al fine di: (i) rilevare l’esistenza di problematiche sui crediti; (ii) verificare la qualità delle rimanenze; (iii) verificare la regolarità dei pagamenti dei fornitori secondo le scadenze prestabilite. Per determinare, viceversa, in termini assoluti, ovvero in termini monetari, il flusso o il deflusso di liquidità derivante dal ciclo economico commerciale, sarà sufficiente procedere come di seguito:
n-1 n
Variazione dei crediti commerciali 100.000 50.000
Variazione magazzino 50.000 10.000
Variazione dei debiti commerciali -200.000 100.000
VARIAZIONE DELLE LIQUIDITA’ -50.000 160.000
Nell’anno n, il flusso di liquidità, derivante dal ciclo economico commerciale, è migliorato grazie: (i) ad una politica di riduzione dei tempi di incasso; (ii) ad una politica di sconti praticati sulle giacenze di magazzino; (iii) ad un maggior potere contrattuale con i fornitori che ci hanno dilazionato i tempi di pagamento.
Per riepilogare, attraverso l’analisi dei tempi medi di incasso dei crediti, dei tempi medi di disinvestimento del magazzino e dei tempi medi di pagamento dei debiti commerciali, possiamo estrapolare indizi circa: (i) l’esistenza di poste contabili annacquate o sottovalutate rispetto al loro valore effettivo (ipotesi del reato di false comunicazioni sociali ai sensi degli artt. 2621 e ss c.c.

