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Gli indicatori di crisi e di insolvenza: guida al flusso di cassa

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Il reddito di impresa deve essere analizzato nella sua triplice dimensione, ovvero quella civilistica, fiscale e monetaria.

Sommario

Il reddito di impresa

Per determinare il reddito civile ai sensi dell’art. 2423bis n. 3 del codice civile “si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento”.

Quest’ultimo, in bilancio, viene evidenziato nella voce 21) del conto economico redatto ai sensi dell’art. 2425 c.c. e nella voce IX della macroclasse A) del passivo dello stato patrimoniale (art. 2424 c.c.).

Il reddito civilistico viene determinato attraverso il conto economico che è uno dei quattro documenti del bilancio (art. 2423 c.c.). L’imprenditore svolge un attività economica solo sul presupposto di distribuirsi l’utile (art. 2247 c.c.) “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.

Analisi del conto economico

Attraverso l’analisi del conto economico vediamo di affrontare i concetti di equilibrio economico e di equilibrio finanziario. Concetti, quest’ultimi, molto cari al legislatore del codice della crisi e dell’insolvenza (Legge n. 155/2017) che definisce la crisi d’impresa come “Lo stato di difficolta' economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate”.

Il prospetto di conto economico redatto in ossequio all’art. 2425 c.c. si presenta come di seguito.

CONTO ECONOMICO

Reddito civile

A) Valore della produzione: 3.000

B) Costi della produzione: 2.000

(A-B) = 1.000

C) Proventi e oneri finanziari: -500

D) Rettifiche attività finanziarie: -2.000

Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D) = -1.500

20) Imposte = –

21) Utile (perdita) di esercizio = -1.500

La differenza tra le macroclassi (A-B) rappresenta il reddito operativo, nella terminologia anglosassone Ebit (Earnings Before Interests Taxes). Il reddito operativo ci consegna una informazione sulla reddittività caratteristica del business che si manifesta quando il valore della produzione supera il costo sostenuto per ottenerla.

Il principio di competenza economica enunciato nell’art. 2423bis n.3 del c.c. si disinteressa della manifestazione monetaria dei ricavi e dei costi. La positività del reddito intermedio rappresentato dalla differenza (A-B) ci esprime l’esistenza di un equilibrio economico dell’area operativa/caratteristica del business, ma ci potrebbe dare dei falsi segnali in termini della capacità della società di assolvere alle obbligazioni pianificate di breve termine.

Infatti, il valore della produzione è determinata: (i) dalla produzione ottenuta, venduta e incassata; (ii) dalla produzione ottenuta, venduta e non incassata; (iii) dalla produzione ottenuta non venduta e quindi non incassata.

Tra i costi della produzione, a sua volta, possiamo trovare dei costi monetari che hanno determinato una uscita di cassa e costi non monetari, ovvero che non hanno determinato nessun deflusso di liquidità.

Le macroclassi C e D si riferiscono rispettivamente alla reddittività delle risorse finanziarie di rischio e di credito (macroclasse C) e alle rettifiche positive e negative intervenute alle attività finanziarie immobilizzate e non immobilizzate (macroclasse D). Macroclassi, quest’ultime, che per quanto molto importanti ai fini della determinazione del reddito di esercizio, appartengono alla cosiddetta area non caratteristica del business.

Il risultato di esercizio evidenziato nella voce 21) del conto economico ci consegna una misura dell’esistenza di un equilibrio economico complessivo.

Per quanto esposto nelle righe di cui sopra risulta chiaro che sia il reddito operativo che il reddito di esercizio sono grandezze economiche e non monetarie.

Al fine di trasformare il reddito operativo in un flusso di cassa bisogna domandarci se la produzione ottenuta sia stata incassata e se i costi sostenuti per ottenerla siano stati pagati.

CONTO ECONOMICO

Reddito civile – Flusso di cassa – Crediti – Debiti

A) Valore della produzione

3.000 *  500 * 2.500 * 0

B) Costi della produzione

2.000 * 1.000 * 0 * 1.000

(A-B) Reddito operativo

1.000 * -500 * 2.500 * -1.000

Come potrete rilevare, nonostante l’esistenza di un equilibrio economico operativo, le liquidità sono scese di euro 500 nel caso in cui fossero già state presenti nelle casse sociali e nel caso in cui non lo fossero state, si sarebbe generato un debito verso i terzi finanziatori.

L’esistenza di un equilibrio economico, quindi, non presuppone l’esistenza di un equilibrio finanziario di breve termine con il quale fronteggiare i debiti dei prossimi 6 mesi.

La positività del reddito operativo è condizione essenziale per un equilibrio economico a valere nel tempo che apre le porte, poi, anche all’equilibrio finanziario di medio e lungo termine.

L’esistenza, viceversa, di un equilibrio finanziario di breve non necessariamente corrisponde all’esistenza di un equilibrio economico.

  CONTO ECONOMICO

Reddito civile – Flusso di cassa – Crediti – Debiti

A) Valore della produzione

2.000 * 2.000 * 0 * 0

B) Costi della produzione

3.000 * 1.000 * 0 * 2.000

(A-B) Reddito operativo

-1.000 * 1.000 * 0  -2.000

Il flusso di cassa

Dal conto economico possiamo calcolare il flusso di cassa derivante dalla gestione operativa (A-B) e quello “allargato” comprensivo delle macroclassi C e D.

Il flusso di cassa complessivo, invece, dovrà tenere conto anche dei flussi e dei deflussi di liquidità derivanti dagli investimenti in immobilizzazioni e attività finanziarie non immobilizzate e dai flussi e dai deflussi di cassa derivanti dalle risorse finanziarie sia di credito che di rischio. In altri termini, di tutti i flussi e deflussi di liquidità che non transitano dal conto economico e che possiamo rilevare solo attraverso l’analisi dello stato patrimoniale.

Vediamo di completare le esemplificazioni sopra esposte determinando le movimentazioni finanziarie in entrate e in uscita derivanti dall’area degli investimenti in immobilizzazioni e quelle dell’area finanziaria.

                                                                            Flusso di cassa – Crediti – Debiti

Investimenti immobilizzazioni              2.000                     500            0            1.500

Disinvestimenti immobilizzazioni         1.000                         0      1.000                  0

                                                                                        – 500      1.000           1.500

                                                                            Flusso di cassa – Crediti – Debiti

Capitale di rischio                               2.000                    2.000            0            2.000

Capitale di credito                               1.000                   1.000             0            1.000

                                                                                        3.000             0                  0

Il flusso di cassa complessivo derivante dalle tre aree sarà come segue.

A) Flusso area operativa: -500

B) Flusso area investimenti: -500

C) Flusso area finanziaria: 3.000

Flusso di cassa complessivo: 2.000

La solvibilità e i presupposti di continuità aziendale saranno garantiti solo di fronte all’esistenza di flussi di cassa operativa che saranno messi a disposizione degli investimenti futuri e per il rimborso delle risorse finanziarie.

Al fine di avere un “idea grossolana” della capacità dell’azienda di generare flussi di cassa operativa da parte di un analista esterno e privo di specifiche competenze in materia di analisi finanziaria si rammenta l’utilizzo dell’indicatore MOL (Margine Operativo Lordo) che si ottiene sommando alla differenza (A-B), le voci 10), 12) e 13) del conto economico, ovvero gli ammortamenti, le svalutazioni, gli accantonamenti. Costi, quest’ultimi, di natura non monetaria.

2019

(A-B) Reddito Operativo: -1.000

10) ammortamenti e svalutazioni: 1.100

12) accantonamenti per rischi: 300

13) altri accantonamenti: 100

MARGINE OPERATIVO LORDO: +500

Se questo indicatore è negativo la situazione è critica e non necessita di ulteriori analisi. Siamo in assenza di reddittività dell’area caratteristica del business. Situazione, questa, che se non sarà risolta nell’immediato eroderà inevitabilmente le risorse finanziarie di rischio e di credito presenti nelle casse sociali.  

Per monitorare i flussi e i deflussi di cassa derivanti dall’area operativa, dall’area degli investimenti in immobilizzazioni ed infine dall’area finanziaria, risulterà di fondamentale importanza iniziare a prendere dimestichezza con il rendiconto finanziario. Documento, quest’ultimo, introdotto dal Decreto legislativo n. 139/2015 in sede di recepimento della direttiva comunitaria n. 34/2013.

Conclusioni

In conclusione, la manifestazione monetaria dell’equilibrio economico potrebbe manifestarsi in un tempo non coincidente con le esigenze di solvibilità di breve termine (Legge 155/2017). In altre parole, non sarà sufficiente determinare il flusso di cassa dell’esercizio ma sarà di fondamentale importanza determinare i flussi di cassa prospettici.

A tal fine, partendo dal presupposto che “un dato medio storico possa sul piano della ragionevolezza economica rappresentare anche un dato del prossimo futuro” (Dott. Bruno Ricci), l’imprenditore, l’organo di amministrazione e quello di controllo/revisione al fine di espletare i doveri della loro funzione, dovranno attrezzarsi della competenza necessaria per redigere e comprendere strumenti predittivi, quali ad esempio, il budget di tesoreria che diventa, al contempo, uno degli strumenti per l’analisi dell’equilibrio economico-finanziario nei termini richiamati dal legislatore del codice della crisi e dell’insolvenza.

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