Ristori anche per i professionisti
Il decreto Ristori 4 apre ai contributi a fondo perduto per i professionisti e alla mini proroga per l'invio di Unico. Inoltre la tregua fiscale di fine anno dei versamenti in scadenza a novembre e dicembre è riunificata sotto il criterio unico del calo del fatturato del 33% su un periodo temporale dei sei mesi. I tecnici del ministero dell'economia stanno ultimando il tour de force per chiudere il testo e garantirne approvazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro domenica. Sempre in tema di indennizzi ieri l'Agenzia delle entrate ha diffuso una nota in cui ha rendicontato l'operazione ristori 1 e con essa 8 miliardi di bonifici effettuati da giugno ad novembre. Decreto Ristori 4. Oggi ci sarà il voto sullo sforamento da 8 miliardi che rappresenterà l'ossatura economica su cui poggiare le norme sulle sospensioni fiscali del decreto Ristori 4. Anche ieri si sono succedute le riunioni in cui si è deciso di tenere all'interno del decreto le disposizioni sulla proroga dell'invio delle dichiarazioni dei redditi in scadenza il 30 novembre. Si tratterà di un mini rinvio al 10 dicembre.
Sul fronte delle sospensioni di acconti di novembre e scadenze fiscali di dicembre (Iva) e rata della rottamazione ter la linea su cui si sta convergendo è quella di applicare un criterio unico per individuare chi potrà beneficiare delle sospensioni.
Si tratta innanzitutto di soggetti che abbiano avuto un calo del fatturato del 33% prendendo come riferimento il calo sull'arco di sei mesi. L'orientamento arriva dal relatore al decreto Ristori, Vincenzo Presutto, (M5S) in commissione bilancio e finanze del senato. La commissione ha messo la penna sulla scrivania in attesa non solo del decreto Ristori 3, presentato ieri come subemendamento ma anche del testo del Ristori 4 il cui destino è di finire come i suoi fratelli quale sub emendamento al decreto Ristori 1.
E a conferma del lavoro ieri è arrivata la dichiarazione ufficiale del ministro dell'economia Roberto Gualtieri che ha confermato l'intenzione di riconoscere il ristoro ai professionisti finora esclusi dagli indennizzi (se si escludono i bonus una tantum da 600 euro di marzo aprile e 1000 a maggio con il calo del fatturato): «siamo pronti a confrontarci per mettere a punto un meccanismo organico di natura perequativa per i ristori che vada oltre le limitazioni per aree di rischio pandemico e quelle derivanti dai codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi. In questo quadro condividiamo la necessità di ristorare, sulla base dei dati del 2020, anche i liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori o alla Gestione separata».
Indennizzi per 8 miliardi. Sono 312 mila i pagamenti di tutti i contributi automatici previsti dal Decreto Ristori 1 del 28 ottobre 2020 per un importo di 1,6 miliardi di euro effettuati fino a ieri dall'Agenzia delle entrate. L'amministrazione, guidata da Ernesto Maria Ruffini in una nota ha precisato che «A questi bonifici si aggiungono i 2,4 milioni di accrediti relativi al Decreto Rilancio per un valore pari a 6,6 miliardi di euro. Complessivamente ad oggi» scrive ancora l'Agenzia, «i contributi a fondo perduto e i ristori erogati dall'Agenzia delle entrate ammontano a 8,2 miliardi di euro a favore di 2,4 milioni di partite Iva».
In questi conteggi sono compresi anche i bonifici per i primi indennizzi del decreto Rilancio che erano rimasti in coda e per cui è stato previsto un rifinanziamento. Nel caso in cui le istanze sono state dichiarate irricevibili per scarti contabili sarà necessario verificare con l'Agenzia il motivo del diniego.

