La Legal platform economy esiste, ma non è quella a cui pensate
Buon 2021!
Quest’anno voglio partire con una analisi su alcuni nuovi “modelli di business” per studi legali, che si stanno affermando a causa (o grazie a; dipende dai punti di vista) delle grandi piattaforme.
La prima piattaforma che ha lanciato il sasso nello stagno è stata Amazon, con il suo IP Accelerator.
Lo sapete che da dicembre il servizio è attivo anche in Italia?
E non solo. Oltre oceano, gli studi legali si organizzano con brand su misura di…piattaforma. Vediamo perché.
Buona lettura ????
Economie di scala nei servizi legali alle piccole e media imprese europee. Amazon ha lanciato l’offensiva di inverno nel settore della Proprietà intellettuale, varando anche in Europa il servizio Amazon IP Accelerator. Forse alcuni di voi ricorderanno che la piattaforma di Jeff Bezos, nell’ottobre del 2019, aveva già attivato l’IP Accelerator, il servizio di registrazione marchi e tutela dei diritti di proprietà intellettuale per i venditori su Amazon. Già all’epoca la notizia aveva fatto scalpore perché di colpo Amazon, l’impero da 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione e da 280 miliardi di dollari di fatturato, diventava un marketplace legale…pronto a mangiarsi il mercato.
E oggi Amazon ha deciso di scalare, estendendo il servizio all’ Italia, Francia, Germania, Spagna, Olanda e Inghilterra. E sono già un centinaio, ci dicono da Amazon, gli esperti in tutela di marchi in Europa che si sono iscritti al programma.
Intellectual Property Accelerator dichiara di voler “mettere in contatto le imprese con una rete selezionata di studi legali e di studi di consulenza, specializzati in tutela della Proprietà Intellettuale, con tariffe competitive”.
È l’uovo di Colombo: da una parte, Amazon offre un servizio di fidelizzazione alle oltre 150mila piccole e medie imprese europee che già vendono su Amazon; dall’altra, Amazon offre marketplace dai grandi numeri potenziali per studi legali, sempre in cerca di nuova clientela. E poi, si sa: da un servizio legale ne possono nascere altri… soprattutto in un momento come questo di digital transformation.
Il modello di business prevede che Amazon non addebiti alle aziende l’utilizzo dell’IP Accelerator: le PMI pagano direttamente lo studio di consulenza solo per il lavoro, svolto a tariffe competitive. E non solo.
Gli studi legali o di consulenza interessati a partecipare al programma sono selezionati da Amazon sulla base di tre criteri: competenza, esperienza e servizio ai clienti.
Amazon ha proposto un servizio che risponde a due bisogni concreti: quello della tutela del marchio delle pmi, sempre più esposte a contraffazione nel digitale; e quello della ricerca di nuova clientela da parte degli studi legali.
Abbiamo chiesto a Lamberto Coppa di Jacobacci&Partners, uno degli studi legali inseriti nel programma IP Accelerator, di illustrarci la procedura di selezione: “Jacobacci & Partners SpA è uno dei principali studi a livello europeo di proprietà intellettuale, sia per dimensioni sia per diffusione territoriale non solo in Italia. È probabilmente per questo motivo che siamo stati contattati da Amazon per sondare il nostro interesse a partecipare a questo programma. Il processo di selezione è passato attraverso una serie di contatti con il team Amazon che si occupa di questo servizio. Al di là di verifiche che si possono facilmente immaginare, siamo rimasti colpiti da due elementi in particolare: la loro attenzione a quanto fossero realmente applicate nella nostra organizzazione policy di diversity e gender equality e il focus particolare posto sulla necessità di rispondere adeguatamente alle richieste entro 24 ore. Inoltre, abbiamo trovato interessante il loro obiettivo di radunare un gruppo ristretto di studi per attivare questo servizio”, racconta Lamberto Coppa. “Ci siamo interfacciati con il team americano di Amazon che si è occupato dapprima del lancio del servizio negli Stati Uniti nel 2019 e che in seguito ha sviluppato il roll-out sul continente europeo. Le esperienze da loro maturate precedentemente hanno costituito una buona base per procedere piuttosto speditamente nella creazione di un servizio rapido ed efficiente secondo le loro linee guida ed in grado di soddisfare le esigenze della clientela. Nessun costo di affiliazione al programma se non quelli relativi alla nostra organizzazione interna per creare un servizio estremamente tempestivo e sinergico alle nostre attività core. Su questo punto Amazon è molto chiaro fin da subito, visto che il loro obiettivo non è quello di trarre margini da una o da entrambe le parti, quanto offrire un servizio a valore aggiunto alla loro clientela per facilitarne l’accesso al loro Brand Registry Program. Il rapporto è esclusivamente tra lo studio ed il richiedente”. Che riscontro c’è stato? “Sono trascorse davvero poche settimane dall’inizio del programma, inframezzate dal periodo natalizio, ma abbiamo riscontri pressoché quotidiani da molti Paesi europei e non. Essendo a conoscenza del successo del programma degli Stati Uniti, siamo confidenti che i numeri cresceranno in misura significativa”.
Negli Stati Uniti, IP Accelerator è attivo dal 2019. Dal lancio, Amazon ha collegato le PMI con studi di consulenza specializzati in materia di Proprietà Intellettuale, con il risultato di 6.000 domande di registrazione di marchi presentate all’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti.
Il servizio IP Acceleratori, peraltro, è integrato con altri servizi di Amazon per la protezione del marchio, anticipando di mesi, “o addirittura anni” il rilascio della registrazione del marchio ufficiale. Il Brand Registry Amazon è un servizio gratuito e più di 350.000 marchi sono già registrati. I brand che hanno aderito al servizio beneficiano degli strumenti di protezione automatici di Amazon, che rimuovono proattivamente contenuti imprecisi o sospetti di violazione. Grazie all’utilizzo di strumenti più efficaci, i marchi sono anche in grado di identificare e segnalare violazioni sospette. Inoltre, possono ottenere maggiore controllo sulle informazioni di prodotto che si trovano visualizzate nelle pagine che Amazon riserva al prodotto stesso; in questo modo, i clienti possono prendere decisioni d’acquisto con fiducia e consapevolezza.
Amazon, insomma, continua a fare quello che sa far meglio e per cui è leader assoluto: l’intermediatore tra domanda e offerta di beni…e ora anche di servizi. Che questo sia un bene per la legal industry sia tutto da vedere… a meno ché…
Gli Amazon Sellers Lawyers
“Amazon Lawyers for your Amazon Appeal of Amazon Suspension or Amazon Deactivated Account”. Cosa direste se doveste analizzare un pay off del genere?
Vi voglio parlare di questa iniziativa, tutta U.S.A., come un esempio di reattività tutta legal alla nuova platform economy, che mi ha molto incuriosita.
Devo dire che, quando mi sono imbattuta nel sito dell’avvocato USA Kennet Eade, pensavo di essere finita su di una pagina ufficiale di Amazon. Ho pensato che si trattasse di una nuova iniziativa disruptive nei servizi legali.
Ho chiesto conferma ad Amazon, che quasi quasi ci cascava anche lei. Invece no, l’iniziativa è di un avvocato che non ha collaborazione con Amazon ma che ha “creato” un vero e proprio servizio a dimensione di Amazon.
L’avvocato Kennet Eade ha messo su una rete di avvocati, da lui “supervisionati”, per cavalcare l’onda dei reclami contro la sospensione o la disattivazione di account aziendali dalla piattaforma. Un dramma, per qualsiasi azienda venditrice su Amazon.
L’offerta del sito www.amazonsellers.attorney.com è praticamente worldwide e copre USA, UK, AU, EU, MX, CA… non è poco.
Il dominio (www.amazonsellers.attorney.com), il lay out e il visual del sito, tutto richiama Amazon. E l’avvocato Eade ha giocato bene in modo da creare la percezione di uno stretto collegamento tra il suo sito e la piattaforma di e-commerce.
Sul punto Amazon ha dichiarato che “essendo un sito esterno, non ci sono commenti a riguardo”. Detto questo, concentriamoci sul modello di business…!
I servizi di Amazon sellers attorney
Il servizio di Amazon sellers attorney offre una chiara ai venditori che già operano su Amazon: ossia la possibilità di risolvere i propri reclami a prezzi calmierati, tramite avvocati “esperti”. A pensarci bene, fa la stessa cosa che Amazon propone nel suo IP Accelerator: offre servizi legali ai venditori su Amazan; e un marketplace per avvocati.
Verrebbe da dire che “chi di platform colpisce, di platform perisce”, anche se i numeri a cui aspira Eade non sono certo come quelli di Amazon. Per ora il sito censisce 2545 casi affrontati, con una percentuale di successo del 98%.
D’altra parte, che si potesse essere un business intorno ai reclami ad Amazon era chiaro ad Amazon stessa, che per supportare i venditori ha creato il “Seller Center”, per fornire tutte le info utili.
Il sito degli Amazon sellers attorney spiega che l’idea è nata proprio a seguito della sospensione di un proprio account su Amazon: “I nostri avvocati e consulenti Amazon sanno come scrivere appelli vincenti e istruire piani d’azione per ripristinare gli account e gli ASIN. Anche se siamo strettamente supervisionati da un avvocato di Amazon, ti offriamo un prezzo competitivo e basso su un POA di appello Amazon personalizzato con il vantaggio aggiuntivo che i nostri avvocati creano e modificano il tuo piano. Con revisioni illimitate, escalation e supporto al venditore 24 ore su 24, ottieni più di quanto puoi ottenere da qualsiasi altro avvocato specializzato in sospensioni Amazon”. Per concludere: “Siamo l’unico servizio di ricorso contro la sospensione di Amazon supervisionato da avvocati. Non pagare commissioni elevate per gli studi legali! Ottieni la stessa qualità a meno!”
“È il digitale, bellezza”. Più che la tecnologia, oggi sono i modelli di business ad essere disruptive. Non ci avere pensato? Dalla platform economy alla legal platform economy… potrebbe essere un attimo…

