Reintrodotto l’obbligo della mascherina obbligatoria all’aperto dal 17 agosto
Il nuovo regime delle mascherine
Dallo scorso lunedì 17 agosto in tutta Italia è divenuta operativa la nuova stretta sull’uso obbligatorio della mascherina in tutta Italia, anche all’aperto. È quanto stabilisce la nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza: dalle 18.00 alle 6.00 tutti devono indossare la mascherina anche nei luoghi in cui finora non era previsto come piazze, lungomari, slarghi e vie in cui è facile che si formino assembramenti.
Mascherina obbligatoria: dove e per chi
Dal cinema al ristorante, passando per mezzi pubblici, centri benessere e aree giochi per bambini, di seguito vedremo caso per caso quando bisogna, per legge, indossare la mascherina. Dove è obbligatoria la mascherina:
- Supermercato
- Mezzi pubblici
- Treno e aereo
- Negozi
- Uffici (se non può essere garantito il distanziamento)
- Ambulatori
- Chiesa
- Parrucchiere, barbiere, estetista, tatuatore
- Musei e biblioteche
- Manifestazioni ed eventi pubblici
- Cinema e teatro (non durante lo spettacolo)
- Aree giochi per bambini
- Palestra (non durante l’attività fisica)
- Rifugi
- Sale giochi
- Circoli culturali e ricreativi
- Aule per corsi e formazione
Scendiamo ora nel dettaglio e vediamo quando bisogna indossare la mascherina se usciamo.
La mascherina deve essere indossata obbligatoriamente sui mezzi pubblici come metropolitane, autobus, tram, treni, traghetti e aerei. Misura indispensabile poiché in tali ambienti chiusi e stretti il contagio è facilitato. Nei mezzi sarà necessario evitare per quanto possibile i contatti con il personale di terra e di bordo e mantenere la distanza interpersonale con gli altri passeggeri di almeno un metro.
Al ristorante, nei bar, pub, pasticcerie e gelaterie, i clienti devono mettere la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo. Vi è la possibilità di organizzare buffet ma solo se somministrato da parte del personale incaricato, con indosso la mascherina, e con divieto di toccare e prendere quanto esposto da parte dei clienti, obbligati ad avere la mascherina a protezione di naso e bocca.
Negli hotel e nei residence è previsto obbligo di mascherina nei bagni, nei punti vendita e negli spazi chiusi comuni, compreso nell’ascensore dove però la regola non vale per i componenti dello stesso nucleo familiare, conviventi e persone che occupano la stessa stanza.
Nei centri estetici, di parrucchieri e tattoo vi è l’obbligo di mascherina sia per operatore che per cliente durante tutto il tempo in cui avviene la prestazione e per tutti i trattamenti che avvengono a distanza ravvicinata. L’obbligo mascherina vale anche durante il massaggio.
In ufficio non è obbligatoria la mascherina, tranne nei casi in cui non può essere garantito il rispetto del mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro.
In palestra la mascherina non è obbligatoria nel mentre dell’attività fisica, ma lo è negli spazi comuni.
Per quanto riguarda le aree giochi per bambini, la mascherina di protezione delle vie aeree deve essere utilizzata da genitori, accompagnatori ed eventuale personale, e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età.
Nelle sale giochi, nei circoli culturali e ricreativi, per le attività che prevedono la condivisione di oggetti (es. giochi da tavolo, biliardo, bocce), le strutture possono obbligare all’uso della mascherina e alla disinfezione delle mani prima di ogni nuovo gioco.
Chi è impegnato in attività di formazione professionale (docenti, tutor, allievi) devono indossare la mascherina per tutta la durata delle attività.
Per chi si chiede se al cinema la mascherina sarà obbligatoria, la risposta è sì, ma non per tutta la durata dello spettacolo, bensì solo dall’ingresso fino al raggiungimento del posto e ogni volta che ci sia allontana dallo stesso, ossia se si va al bar, al bagno o al momento del deflusso dalla sala.
Si tenga comunque a mente che la regola generale che vale sempre, in qualsiasi luogo e attività consentita, è che si ha l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutti i casi in cui non sia possibile rispettare il distanziamento sociale, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.
Ai cittadini è consigliato di portarla sempre con sé quando si esce di casa. L’uso delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, come la distanza interpersonale e l’igiene sempre attenta e accurata delle mani, che restano prioritarie.
Chi deve mettere la mascherina al lavoro
La mascherina non è obbligatoria per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, ma lo è in determinate circostanze. L’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) ha indicato le misure di prevenzione da adottare nei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati. È obbligatorio l’uso per chi è più esposto al virus, come:
- gli operatori sanitari;
- chi lavora in luoghi dove non è possibile rispettare il distanziamento sociale, come nelle fabbriche;
- chiunque svolga un’attività che prevede il contatto diretto con le persone: negozianti, parrucchieri, estetisti, barbieri, tatuatori, ristoratori, commessi, albergatori, ecc.
Quale mascherina indossare
Al momento il Ministero della Salute non ha indicato un modello preciso da acquistare, per cui è possibile comprare la mascherina che si desidera. Per acquistare le mascherine ci si può rinvolgere alla farmacia della propria zona, dove si potranno avere anche istruzioni su come indossarla e quale scegliere, ma si potranno acquistare le mascherine anche online e in alcuni supermercati.
I criteri di scelta della mascherina migliore per proteggersi nella Fase 2 sono semplici:
- scegliere le mascherine che siano il più possibile aderenti al volto;
- preferire le mascherine con filtro per l’aria.
Ogni tipologia di mascherina ha delle caratteristiche differenti, vediamo quali.
I cittadini non sono obbligati a indossare mascherine chirurgiche ma possono usare anche mascherine di comunità, ovvero “mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.”
In parole povere, le mascherine di comunità sono tutte le soluzioni fai-da-te o commerciali fatte in tessuto. Nella prima fase della pandemia per molti sono state l’unica soluzione atteso che le mascherine di altro tipo erano introvabili. Tuttavia le mascherine di tale tipo devono essere considerate come una semplice misura igienica per limitare la diffusione del coronavirus. Non sono infatti da ritenere come dispositivi professionali certificati, ma semplici barriere fisiche tra chi le indossa e il patogeno. Riguardo alla mascherina anti-smog, è chiaro che possono essere utili per creare una barriera contro lo smog e alcuni batteri a beneficio di chi la indossa ma, poiché i virus sono decisamente più piccoli, non possono fornire una protezione contro il coronavirus, allo stesso modo delle mascherine chirurgiche.
Le mascherine chirurgiche, le più diffuse nelle farmacie italiane e non solo, possono essere utili, anche se sulla loro utilità vi è stata qualche polemica. Alcuni hanno dichiarato che sono solo una perdita di soldi contro il coronavirus, perché l’efficacia delle mascherine è stata testata su personale medico formato, come medici e infermieri, e una persona comune non abituata ad utilizzarle potrebbe commettere degli errori che possono compromettere l’azione difensiva. L’osservazione non è calzante. Come si ripeterà nel prosieguo, l’uso della mascherina è solo uno degli strumenti di protezione e l’uso va coordinato con altre abitudini volte a rendere effettiva la protezione. Se queste sono trascurate la trasmissione del virus è più facile ma ciò non è colpa della mascherina che, di per sé, costituisce una valida barriera.
Si tratta di dispositivi medici che servono per bloccare le goccioline emesse per via orale, ma non hanno la capacità di filtrare, in fase respiratoria, il virus. Sono dunque sì utili se indossate da un soggetto affetto – in caso di tosse o starnuto la mascherina agisce come barriera fisica per saliva e muco – ma non costituiscono in alcun modo una garanzia per i soggetti sani di non contrarre il coronavirus. La mascherina deve sempre essere usata mantenendo la distanza di sicurezza, che risulta essere l’accorgimento più importante in questa fase di convivenza con il virus.
Le mascherine FFP2 e FFP3 senza valvola: queste mascherine permettono di proteggere sia chi le porta che chi viene in contatto con l’utilizzatore. Essendo prive di cuciture o saldature questo genere di mascherina permette di avere protezione quindi sia in fase espiratoria che in quella inspiratoria. Questo tipo di mascherina è solitamente usato dal personale medico.
Mascherine FFP2 e FFP3 con valvola: in questo caso è solo chi usa la mascherina che risulta protetto dal virus, dal momento che il virus può filtrare dalla valvola presente sulla mascherina.
Come usare le mascherine
La mascherina fornisce più una sicurezza psicologica che una protezione contro il coronavirus. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “le mascherine usate in ambito medico non possono proteggere dal nuovo coronavirus, quando sono usate da sole”. E aggiunge: “Le mascherine sono efficaci soltanto se usate in combinazione col frequente lavaggio delle mani con acqua e sapone o sostanze alcoliche”. Inoltre, non coprono in maniera integrale il viso e, soprattutto, gli occhi rimangono esposti, vulnerabili al contagio dato che il virus si diffonde per via aerea.
Si ricorda che la trasmissione del virus avviene esclusivamente da persone che lo hanno già contratto e non da pacchi o dalle mascherine stesse, la cui maggior parte vengono prodotte in Cina e spedite in Italia anche se è in costante aumento la produzione nazionale soprattutto di mascherine in tessuto.
Quando si usa la mascherina, si raccomanda di non toccare il proprio viso con le mani e di evitare di togliere la mascherina per rispondere al telefono. Le mascherine non sono un presidio certo al 100% e non sostituiscono la distanza di sicurezza, i lavaggi frequenti delle mani e l’uso di disinfettanti.
Per avere la certezza di acquistare un prodotto sicuro si dovrà controllare che la confezione in cui è contenuto sia intatta, soprattutto se viene comprato online e spedito per posta, ma soprattutto si dovrà fare attenzione che il prodotto rechi la certificazione. Le mascherine chirurgiche sono classificate come DM (Dispositivo Medico) e marcate CE (“Comunità Europea”) in quanto omologate ai protocolli dell’Unione Europea, mentre le FFP2 e FFP3 (con o senza valvola) sono classificate come DPI (Dispositivo di prevenzione individuale) e marcate con CE.
In questo caso occorre verificare che le mascherine abbiano effettivamente il marchio europeo e non quello CE (“China Export”) volutamente molto simile al primo ma che non garantisce alcuna conformità agli standard comunitari.
Gli orari dell’obbligatorietà all’aperto.
La mascherina torna obbligatoria anche all’aperto negli orari della movida anche nei luoghi dove prima non era previsto l’obbligo, quindi parchi pubblici, in riva al mare e nelle piazze. Una misura rivolta soprattutto ai giovani che nelle ore indicate affollano i centri urbani per aperitivi e divertimenti di vario genere e che si accompagna alla chiusura delle discoteche.
L’obbligo di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale sussiste dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale. Non sono previste deroghe regionali, e le singole Regioni possono soltanto imporre regole più restrittive di quelle indicate dal Governo.
La nuova ordinanza ha suscitato immediatamente molte contestazioni, soprattutto nella parte più giovane della popolazione che ironizza sulla circoscrizione dell’obbligo ad una precisa fascia oraria. In realtà dietro questa decisione si cela l’intento di limitare il nuovo trend dei contagi dell’estate: l’età media dei positivi si è abbassata rispetto ai mesi scorsi e l’occasione del contagio è costituita per lo più dagli incontri serali nei locali della movida, luoghi che, per loro natura, favoriscono gli assembramenti.
Cosa rischia chi non indossa la mascherina dalle 18 alle 6
Non si tratta di un monito ma un vero e proprio obbligo: tutti devono indossare la mascherina dalle 18.00 alle 6.00 del mattino. L’obbligo della mascherina si accompagna ad un incremento significativo dei controlli nei centri urbani, specie nelle località turistiche e nelle zone dove si concentra la vita notturna. Prova di ciò la circolare del Viminale inviata ai prefetti locali dove si comunica la necessaria stretta ai controlli e il coinvolgimento dei sindaci nella lotta ai contagi adottando “misure di vigilanza, prevenzione e controllo ritenute più idonee a scongiurare la violazione delle predette prescrizioni”.
In caso di controlli la legge prevede per questa infrazione comporta una sanzione che va dai 400 ai 3000 euro. Alla stessa sanzione amministrativa (multa da 400 a 3000 euro) soggiace anche chi non rispetta il distanziamento sociale e il divieto di assembramento, sia nei luoghi chiusi che in quelli all’aperto come lungomari, slarghi e piazze cittadine.

