L’uso del cortile e degli spazi comuni con il Coronavirus
Il cortile (o il giardino) condominiale deve essere considerato come la strada? No, sotto molti aspetti, e nessuno verrà in cortile a dare multe. Il cortile condominiale, infatti, non è considerata strada, per cui si può accedere liberamente senza infrangere nessuna regola locale o nazionale. Il cortile infatti è uno spazio privato accessorio, che in questo momento critico per il coronavirus può diventare uno spazio strategico.
Che cos’è il “cortile”. Nella definizione di “cortile” rientrano non solo l’area scoperta compresa tra i corpi di fabbrica di un edificio o di più edifici destinata principalmente a dare aria e luce agli ambienti circostanti, ma anche i vari spazi liberi disposti esternamente alle facciate dell’edificio (Cass. Civ. 16070/2019). Non importa, peraltro, che si trovi in posizione esterna al condominio, risultando comunque funzionale per consentirvi l’accesso.
Il cortile/giardino condominiale, inteso come spazio privato accessorio della propria abitazione e dunque ben usufruibile senza timore di violare le restrizioni previste da ordinanze nazionali e/o locali, diventa a questo punto strategico per lo svolgimento di attività all’aperto da parte dei condomini, purché vengano rispettate le regole generali circa un uso uguale da parte di tutti. Tutti i condomini, infatti, devono poter usare il cortile condominiale, senza però alterarne la destinazione e senza impedire agli altri partecipanti al condominio di farne lo stesso uso, secondo il diritto spettante a ciascuno di essi. L’utilizzo del cortile condominiale da parte di un singolo condomino non può comunque spingersi fino a impedire l’uso della stessa area da parte degli altri condomini, attraverso la sua stabile occupazione e delimitazione con opere che, di fatto, ne impediscano l’uso comune, le quali, se realizzate, vanno rimosse. La condotta del singolo condomino, consistente nella stabile occupazione mediante il parcheggio per lunghi periodi di tempo del proprio veicolo di una porzione del cortile, si configura dunque come un abuso, perché impedisce agli altri condomini di partecipare all’utilizzo dello spazio comune, ostacolandone illibero e pacifico godimento (Cass. Civ. 7618/2019). Questo principio si applica, evidentemente, anche a coloro che, stazionando ore nello spazio spesso angusto, impediscono agli altri di scendere a prendere una boccata d’aria.
Nemmeno può mettersi in dubbio che il cortile rappresenti uno spazio privato a diposizione di tutti i partecipanti al condominio, indipendentemente dalla loro quota millesimale. È pacifico dunque che l’uso del cortile, così come per tutte le altre parti comuni condominiali, sia impedito a estranei, salvo che nel regolamento siano previste particolari eccezioni e/o diverse modalità di utilizzo da parte loro.
I principi esposti assumono particolare importanza e attualità pratica in questo critico momento in cui, a causa della Covid-19, specifiche disposizioni governative e regionali hanno imposto limiti alla libera circolazione di tutte le persone. In questo momento di isolamento domiciliare per il coronavirus, infatti, avere un cortile condominiale può dunque essere molto utile per sgranchirsi le gambe e prendere una boccata d’aria, ma ci sono alcune regole da seguire per l’uso del cortile comune nel persistere della Covid-19.
Ovviamente non si può accedere alle aree comuni se si è contratta la malattia e si è in isolamento domiciliare. Provvedimento normalmente emanato a seguito dell’accertamento di contatti con casi risultati positivi a Covid-19, l’ordinanza che dispone l’isolamento non consente a chi ne è raggiunto di uscire dall’abitazione. La sanzione, di carattere penale (quindi inflitta al termine di un procedimento, che viene innescato dalla denuncia delle forze dell’ordine), è stata rivista con il recente decreto del 25 marzo stabilendo “l’arresto da 3 a 18 mesi e un’ammenda da 500 a 5.000 euro.
La circolare indirizzata ai Prefetti dal Viminale contiene una serie di “chiarimenti” sui divieti di assembramento e spostamento stabiliti dagli ultimi decreti per il contrasto al coronavirus. In questo senso si precisa anche che “l’attività motoria è generalmente consentita, ed è possibile camminare “in prossimità della propria abitazione”.
E’ possibile fare ginnastica purché vengano rispettate le distanze di sicurezza e l’utilizzo degli strumenti anticontagio (le mascherine). E’ quello che hanno fatto due dirimpettai di Trento che hanno iniziato a trovarsi la mattina per fare ginnastica posturale, nel cortile del condominio. Sempre a debita distanza uno dall’altro.
Il jogging è consentito unicamente se praticato in solitario e comunque nel rispetto di debita distanza tra l’una e le altre persone che lo praticano, purché muniti di apposita mascherina. Poiché, infatti, l’attuale emergenza sanitaria del Coronavirus ha fermato ogni sorta di manifestazione sportiva in tutta Italia nel rispetto delle regole c’è che continua ad allenarsi. Così a Fratte c’è chi si è messo alla prova percorrendo 30 km nel cortile di casa, intorno a un perimetro di 90 metri, per un totale di circa 333 giri. E se non c’è un cortile a disposizione, la casa diventa lo scenario degli allenamenti. A Cattolica Eraclea un atletico condomino ha corso la mezza maratona (21 chilometri) in casa seguendo un vero e proprio percorso podistico che inizia dalla cucina di casa, passa per il soggiorno e termina nella camera da letto, unici spettatori sua moglie e i suoi due figli. L’obiettivo è prepararsi per la prossima maratona internazionale che si terrà a novembre 2020 ad Istanbul.
Nel caso in cui i joggisti siano numerosi, dovrà essere tra loro stabilita una turnazione per accedere agli appositi spazi usufruibili per l’attività, nonché indicata la tempistica massima di occupazione delle stesse. In caso di condomini molto abitati si possono stabilire dei turni tra condomini. In questo modo si rende libero e sicuro l’accesso a tutti e si evita la formazione di assembramenti.
La libera accessibilità del cortile/giardino, in quanto area privata, non fa infatti venir meno il dovere di rispettare quelle fondamentali regole purtroppo imposteci dalla sgradita presenza del coronavirus, cioè, in primo luogo, del divieto di assembramento. Tutti i condomini nel fruire degli spazi comuni, in quanto luoghi potenzialmente a rischio contagio, devono attenersi alle normative stabilite del Governo e delle Autorità sanitarie osservando il distanziamento di almeno un metro e mezzo dai vicini di casa. L’obbligo di distanziarsi, infatti, vale per tutti, bambini ed adulti.
La regola deve dunque valere purtroppo anche per il “gioco bimbi”, nel senso che i rispettivi genitori devono adoperarsi affinché siano mantenute le giuste distanze tra tutti i bambini che intendono frequentare il cortile. I primi a trarne vantaggio sono infatti i bambini, altrimenti reclusi in abitazioni che non sono state concepite per poter permettere il gioco, attività fondamentale per uno sviluppo equilibrato dei bambini. Dove non c’è il cortile condominiale i genitori escono con i bambini per una corsetta attorno al palazzo. Anche in questo caso, tuttavia, occorre rispettare le limitazioni imposte. La già ricordata circolare del Viminale ha preso posizione sulla possibilità per i bambini di uscire di casa in questa fase di emergenza. In particolare è “da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto – si legge nella nota – purché in prossimità della propria abitazione”. E nel rispetto delle distanze di sicurezza. Una presa di posizione che risponde, in parte, al dibattito sollevato soprattutto negli ultimi giorni sulla necessità di dedicare specifiche attenzioni ai bambini costretti a casa da settimane, da più di un mese in Lombardia.
La circolare non impedisce ai bambini di giocare insieme nell’area loro destinata all’interno del condominio ma piuttosto, per tutti (adulti e bambini), di correre in gruppo o di parlarsi a distanza ravvicinata. Se fatto rispettando le previsioni di legge, i bambini, tuttavia, possono uscire. Fa bene anche questo periodo come sottolineato in una nota recente dell’Oms: “I bambini hanno bisogno di uscire e di farlo in tutta sicurezza, soprattutto se vivono in appartamenti in città dove lo spazio in casa è più limitato e a volte manca persino il balcone”.
Anche a casa propria, d’altro canto, che si tratti di cortile o di singola unità immobiliare, c’è il divieto di riunirsi in gruppo o di invitare amici e/o conoscenti: stessa regola deve valere per lo svolgimento di normalissime attività di svago per il quale, a questo punto, serve una regolamentazione “turnaria” a cui non si sarebbe mai pensato di dover ricorrere in altri tempi. La prima regola è dunque il buon senso i genitori nell’organizzarsi per portare fuori i bambini in maniera alternata o comunque sorvegliata nel cortile del condominio. Di questi tempi così duri, infatti, i bambini devono farsi bastare la possibilità di giocare da soli e per poco tempo perché poi tocca a un altro bambino di un’altra famiglia. Si fanno i turni come in fabbrica mentre padri e madri in telelavoro sorvegliano dall’alto che non ci siano contatti con altri. Su quella che finisce per assomigliare alla famosa “’ora d’aria”, però, Di Mauro della Società italiana di pediatria è molto cauto: “perché uscire fuori non sembra essere la cosa preferibile“. L’esperto sottolinea che “nei limiti delle restrizioni, e a seconda delle singole organizzazioni abitative, si possono fare diverse valutazioni“. A detta del presidente Sipps, infatti, “può essere pericoloso dare messaggi del genere. Però, se ci sono terrazzi, balconi o cortili va bene camminare – giocarci un po’ – basta che poi in un cortile non si riuniscano dieci bambini, così– ribadisce- si rischia l’assembramento“.
Anche per l’utilizzo del terrazzo condominiale, o delle altre aree comuni, si può dunque pensare a delle turnazioni, “sempre nei limiti del possibile“. Va bene, infatti, “fare passeggiate sui balconi o sui terrazzi ma soprattutto – ricorda Di Mauro – bisogna arieggiare ed aprire. Se i raggi solari entrano dalle finestre hanno un potere disinfettante, come dei ‘mini’ raggi ultravioletti. Quella dei raggi solari – illustra – è una gradazione ‘disinfettante’ minimale rispetto agli Uv veri e propri, ma puo’ agire in questo senso“. Per questa ragione il pediatra consiglia anche, “se si hanno delle mascherine in casa, di esporle ai raggi del sole, perché così si pratica una sorta di disinfezione delle stesse“.
E’ consentito correre sui roller o andare in bicicletta ma non è permesso fare le gare, così come non è consentito praticare giochi che possano portare a contatti troppo ravvicinati (praticamente tutti i giochi di squadra, a partire dal calcio). Si tenga peraltro presente che il condominio non è tenuto a risarcire per la caduta nel cortile se l’infortunato conosca i luoghi e la visibilità sia adeguata. La disattenzione del danneggiato esclude, infatti, l’esistenza del nesso causale tra la cosa tenuta in custodia e il danno subito a meno che le condizioni del cortile non sono tali da costituire pericolo comunque ( Cass. Civ. 16070/2019)
Infine, non vanno dimenticate le persone anziane, anch’esse spesso interessate, soprattutto in questa situazione contingente, a frequentare con buon diritto il cortile/giardino, inteso questo come unica alternativa al rimanere bloccati nelle proprie abitazioni: si pensi a quei grandi agglomerati residenziali forniti di ampi spazi verdi, con panchine e vialetti pedonali. Anche gli anziani devono rispettare gli stessi divieti di riunirsi in gruppo, come magari sono abituati a fare, e di avvicinarsi oltre misura ad altri condomini che, come loro, vedono nel cortile il luogo dove poter continuare (o iniziare, in alcuni casi) l’attività ginnica oppure per consentire ai propri figli almeno di uscire da casa pur restando all’interno del cortile del proprio condominio. Anche gli anziani devono rispettare le regole di distanziamento. Sarà quindi difficile, in concreto, che possano sedersi sulla stessa panchina per leggere il giornale e chiacchierare. Allo stesso modo sono vietati i pic nic, le grigliate, le feste, tutte le occasioni che possono comportare degli assembramenti.
Bisogna poi scendere solo muniti di guanti e mascherina, i due dispositivi di protezione individuale che meglio di tutti possono proteggere noi stessi e gli altri dalla trasmissione del coronavirus. Non è infatti concesso accedere alle aree comuni condominiali senza l’uso delle protezioni individuali.
Sono solo alcune delle premesse indispensabili per godere di un po’ d’aria. In sostanza, le violazioni alle regole di prudenza restano e, soprattutto, le regole vanno osservate allo stesso modo, con severo buonsenso. E’ altresì necessario che l’amministratore informi tutti i condomini con regolamenti scritti e affissi all’ingresso degli edifici.
Queste regole di buonsenso valgono per adulti, anziani e bambini. In particolare, per questi ultimi, i genitori dovranno fare particolarmente attenzione che i bambini rispettino sempre le distanze e, in presenza di parco gioco condominiale, il turno degli altri bambini.
Purtroppo, nei fatti, le recenti festività pasquali hanno dimostrato che la situazione non sia poi così sotto controllo, a lanciare l’allarme è l’ANACI, Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari.
Secondo ANACI, le aree comuni dei condomini sono a rischio: “Stante l’obbligo di non poter più uscire da casa molte persone, in particolare le famiglie che hanno figli, fanno un errato e pericoloso utilizzo delle parti comuni condominiali, in particolare di giardini e cortili ove si ritrovano per far fare merenda, giocare e socializzare tra loro”.
Così per esempio a Roma, in un condominio tra largo Preneste e via Dell’Acqua Bullicante, ogni giorno alle cinque di pomeriggio, il giardino si affollava di bambini e genitori al seguito. Così i vicini, sentendo gli schiamazzi dei bambini, si sono affacciati al balcone e, visto l’allegro assembramento, hanno chiamato i vigili urbani. Ma, soprattutto durante le festività pasquali, la cronaca è stata testimonianza della creatività degli italiani nel violare la normativa (e il buonsenso) nell’utilizzo degli spazi comuni.
A Caltanissetta, invece, i poliziotti della sezione volante sono dovuti intervenire in un’abitazione del centro storico cittadino, dalla quale proveniva un forte odore di carne arrostita, una coltre di fumo di brace e un festoso vocio di persone. All’interno di un cortile i poliziotti hanno sorpreso quattro persone sedute attorno a un tavolo imbandito che arrostivano carne, carciofi e altri alimenti. Ma quello del barbecue sembra essere stato un must nei comportamenti deviati di quelli italiani che hanno violato le regole. A Mattinata, in provincia di Foggia, durante un servizio di pattugliamento, gli agenti, attirati da alcuni bambini che giocavano a pallone in strada. Intervenuti per invitare i piccoli a rientrare hanno notato tre famiglie intente a preparare il pranzo di pasquetta nel cortile condominiale con tanto di brindisi in tema: “Il virus ci ha fatto perdere i capelli!” “Alla faccia di chi ci vuole male” con una sanzione di 400 euro a testa per assembramento. Non contente, le famigliole nel pomeriggio hanno poi anche postato un video su Facebook con i brindisi di fine Pasquetta. Situazione quasi identica a Gallipoli (Taranto) dove i trasgressori si sono riuniti per consumare tutti insieme un aperitivo; il distanziamento non veniva minimamente rispettato. L’episodio è stato reso ancora più grave dal fatto che nessuno indossava dispositivi di sicurezza. Niente mascherine e guanti, dunque. Quasi sicuramente la bravata sarebbe passata inosservata. Il cortile in cui si è consumata, infatti, è posizionato nella parte più interna del complesso edilizio, poco visibile dalla strada. Come nel caso precedente i protagonisti hanno poi pensato bene di riprendere con il cellulare il rendez-vous pubblicando un video su Facebook, è diventato poi virale nelle prime ore del pomeriggio seguente. Tutti i trasgressori sono stati identificati e sanzionati. Le multe comminate ammontano a un totale di 5.600 euro.
Il timore del Coronavirus non deve aver sfiorato nemmeno un ben nutrito numero di cittadini rom residenti abusivamente nel condominio di proprietà dell’Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) sito alla periferia Nord-Ovest di Milano. La Pasqua è stata da loro festeggiata con una maxi grigliata, accompagnata da balli, canti e fiumi di alcool. Stanchi di quelli che sembrano essere assembramenti quotidiani, tutti gli altri residenti hanno allertato le forze dell’ordine. Ben quaranta i partecipanti alla festa identificati e multati per non aver rispettato le norme anti contagio. Diversi video pubblicati sui social testimoniano l’accaduto.
Anche a Marsciano, in provincia di Perugia, festa con cibo e musica nel giardino del condominio per un incontro conviviale con cibo e musica. Si potrebbero citare ancora molti esempi dalla festa improvvisata nella scalinata di un palazzo a Pozzuoli al parti con amici organizzato a Lodi.
C’è anche chi se ne frega di poter contagiare gli altri. E’ successo ad Aosta dove un uomo, che avrebbe dovuto restare all’interno della sua abitazione perché posto in isolamento, con ordinanza del Sindaco. in quanto positivo al Coronavirus, è stato trovato dalla Polizia intento a conversare con un altro condomino. L’uomo era in cortile, in pigiama, intento a chiacchierare con un altro abitante dello stabile, quest’ultimo affacciato al suo balcone. All’uomo è stata così contestata la violazione del testo unico sulle leggi sanitarie, in particolare l’inosservanza di “un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva”.
Magari si uniscono le due situazioni come successo a Gavardo nel Basso Garda bresciano dove Una compagnia di sei giovani tra i 30 e i 35 anni aveva pensato di aggirare le normative per fermare il contagio del coronavirus, ritrovandosi tra loro nel cortile del palazzo con tanto di aperitivo al seguito. Di questi solo uno indossava una mascherina, mentre tutti gli altri ne erano sprovvisti come erano sprovvisti dei guanti e non rispettavano nessuna delle prescrizioni per evitare il contagio. E come se ciò non bastasse, all’arrivo dei carabinieri, si è scoperto che l’unico con la mascherina era anche positivo a Covid-19 e sarebbe dovuto essere in quarantena. Per cinque di loro di loro sono scattate le sanzioni previste dal Dpcm e la multa di 400 euro a testa. Il giovane contagiato, invece, è stato denunciato per la violazione dell’obbligo di isolamento in quarantena.
E se uno non ha un cortile a disposizione? Se lo procura. Magari puntando sul terrazzo condominiale. La grigliata sui tetti di Palermo ha fatto il giro dell’Italia intera indignando tutti, tanto che l’autore del video, si è scusato pubblicamente con la sua Sicilia e tutti coloro che stanno soffrendo: “Chiedo scusa alla mia Sicilia e a tutte le persone che soffrono la perdita del proprio caro e alle persone che sono state contagiate. Sicuramente non l’ho fatto per sfottere qualcuno. Soprattutto le persone che soffrono la perdita di un proprio caro”. Gli autori del gesto sono stati comunque denunciati e pagheranno quanto dovuto.
A trovare un alternativa al cortile devono aver pensato alcuni abitanti del rione Amicizia, area nord di Napoli che sono entrano nel cortile di una scuola chiusa e vi hanno organizzano una grigliata per Pasquetta. Ma c’è chi ha cercato anche la location esclusiva. E successo nel carcere di Firenze dove, violando il divieto di assembramenti, una quarantina di agenti hanno organizzato la classica grigliata di Pasquetta nel cortile del penitenziario di Sollcciano, con tanto di partita a calcio postprandiale.
A Torino un cittadino albanese è stato denunciato dalla polizia per aver trasformato il cortile della sua abitazione, nel quartiere Mirafiori, in una macelleria in quanto ha pensato pene di macellare in pubblico una pecora. A Trieste invece, i Carabinieri hanno sorpreso quattro persone che, contravvenendo alle disposizioni governative anti Covid, giocavano a pallavolo nel giardino condominiale. Le stesse sono state sanzionate amministrativamente e fatte allontanare.

