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Aggiornati i codici di avviamento postali

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Dal 21 settembre 2020 è operativo il nuovo aggiornamento del Codice di Avviamento Postale (secondo aggiornamento 2020). Alcune variazioni dei CAP sono state necessarie a seguito dei recenti cambiamenti degli assetti amministrativi, che hanno generato la fusione di nuovi Comuni, entrati in vigore successivamente alla data del 1 gennaio 2019. L’elenco delle nuove assegnazioni è consultabile sul sito di Poste Italiane nella sezione “Informazioni e aggiornamenti”.

Sono stati poi aggiunti i CAP di nuove strade nei comuni di Cesena, La Spezia, Messina, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro e Roma.

I vecchi CAP potranno comunque essere utilizzati nei sei mesi successivi all’aggiornamento.

Il codice di avviamento postale

Il codice postale, noto in Italia anche come codice di avviamento postale (CAP), nella Svizzera italiana come numero postale di avviamento (NPA) e nella Repubblica di San Marino come codice postale interno (CPI), è una serie di lettere o cifre che si aggiunge all’indirizzo indicato sulla missiva al fine di facilitare l’individuazione del luogo di destinazione della corrispondenza.

Si tratta di sistema di codifica delle località utilizzato negli indirizzi postali ed in Italia è formato da 5 cifre.

La Germania fu il primo paese al mondo ad introdurre un sistema di codice postale nel 1941 per facilitare il lavoro di smistamento della corrispondenza e far fronte all’enorme crescita del volume del traffico postale. Veniva usato ogni qualvolta ci si recava in posta per spedire una lettera, una raccomandata o un pacco.. Il Regno Unito la seguì nel 1959 con la creazione dei postcodes, gli Stati Uniti d’America nel 1963 e l’Italia l’1 luglio 1967. In Svizzera i numeri postali di avviamento (NPA) furono introdotti il 26 giugno 1964.

Nel febbraio del 2005, 117 dei 190 stati membri dell’Unione postale universale disponevano di tale sistema. Esempi di stati e territori che ancora non sono dotati di un sistema di codici postali sono Hong Kong e Panama.

Nonostante i codici postali siano normalmente assegnati ad aree geografiche o quartieri di grandi città, talvolta succede che, invece, vengano impostati dei codici speciali ad indirizzi singoli, o ad istituzioni con una grande mole di posta, ad esempio ad agenzie governative o grandi compagnie commerciali. Esempio ne è il sistema francese Cedex.

Da quando è stato introdotto nel 1967 il CAP è diventato un numero che abbiamo memorizzato.

Come utilizzare il CAP

Il CAP facilita la lavorazione e la consegna della corrispondenza e rappresenta in modo sintetico e preciso l’informazione relativa alla destinazione degli invii postali.

È indispensabile, quindi, riportarlo in modo corretto su ogni tipo di corrispondenza per consentire il trattamento automatico degli invii e, in generale, rendere il recapito più puntuale e veloce ottimizzando la qualità del servizio.

Il CAP attualmente utilizzato in Italia è strutturato a 5 cifre, ognuna delle quali assume un significato ben preciso a seconda della posizione occupata:

 

Cifre del CAP Uso
Prima cifra Individua la Regione Postale
Seconda cifra Individua la Provincia
Terza cifra I valori possono essere 0, 1, 5, 8, 9: con le cifre 1 e 9 si individua la città sede del Capoluogo; le cifre 0, 5 e 8 individuano le località provinciali della provincia identificata dalle prime due cifre.

 

In origine, infatti, al momento della definizione dei codici, furono create aree territoriali, dette regioni postali, comprendenti province contigue, indipendentemente dall’appartenenza regionale (le regioni ordinarie, all’epoca, non erano state ancora amministrativamente istituite), e a ciascuna di esse fu attribuito un codice iniziale da 0 a 9:

0 corrisponde a Lazio, Umbria e Sardegna e alla Città del Vaticano;

1 corrisponde a Piemonte (escluse province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola), Valle d’Aosta e Liguria;

2 corrisponde a Lombardia (esclusa provincia di Mantova), province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Piacenza;

3 corrisponde a Veneto (esclusa provincia di Rovigo), Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige;

4 corrisponde a Emilia-Romagna (esclusa provincia di Piacenza), provincia di Mantova, provincia di Rovigo e Repubblica di San Marino;

5 corrisponde alla Toscana;

6 corrisponde a Marche e Abruzzo;

7 corrisponde a Puglia e provincia di Matera;

8 corrisponde a Campania, Calabria, Molise e provincia di Potenza;

9 corrisponde alla Sicilia.

 

Cifre Se la terza cifra assume i valori 0 o 8:
Quarta cifra individua lo “stradale provinciale”, cioè un raggruppamento di località su una stessa linea di comunicazione.
Quinta cifra Da 1 a 9 si identificano le località dello “stradale” per le quali è possibile individuare l’Ufficio di Recapito in modo diretto tramite il CAP. Con lo 0 si individuano un insieme di località dello “stradale”.

 

Cifre Se la terza cifra assume i valori dispari 1 o 9:
Quarta e quinta cifra individuano la Zona CAP cittadina. I capoluoghi di provincia minori (per esempio Latina), non sono suddivisi per zona CAP cittadine, in questo caso la 4° e 5° cifra sono pari a “00”. Fa eccezione la città di Cesena che non è sede del Capoluogo ma è suddivisa in zone CAP.

 

Come scrivere il CAP sugli indirizzi

Scrivere correttamente l’indirizzo di una spedizione postale assicura un recapito più veloce, in quanto permetterà lo smistamento automatico tramite gli impianti di lettura ottica dei Centri di Meccanizzazione Postale (CMP).

L’indirizzo deve contenere da tre a cinque righe e, solo se si riferisce ad uno Stato estero, può avere una sesta riga aggiuntiva. Nella figura in basso è schematizzato un esempio di indirizzo.

 

Le righe 1, 4 e 5 sono obbligatorie e devono contenere rispettivamente il nome del destinatario, l’indirizzo ed il luogo di destinazione (CAP, località e sigla della provincia).

La riga 2 è opzionale e deve essere utilizzata per indicare informazioni aggiuntive sul destinatario.

La riga 3 è opzionale ed è utilizzata per indicare informazioni aggiuntive sull’edificio.

La riga 6 diventa obbligatoria soltanto se l’indirizzo si riferisce ad uno Stato estero, altrimenti non deve essere utilizzata.

Nel caso in cui il destinatario sia titolare di una Casella Postale deve essere indicato il CAP del relativo ufficio postale.

Le “Zone Postali”

Le Città italiane con Zone Postali, cioè con i CAP differenziati per via e numero civico, sono in totale 41.

Le prime 27 città ad essere state suddivise in in zone postali sono: Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, La Spezia, Livorno, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trieste, Venezia, Verbania, Verona.

Nel settembre 2006 ci sono state alcune importanti novità sul database dei CAP. La più evidente è che è stato abolito l’utilizzo del codice postale generico per le città con zone postali (es. 00100 per Roma).

Sono stati assegnati dei nuovi numeri di CAP a 8 città (Bari, Perugia, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Trieste, Venezia e Verona) e sono stati eliminati i CAP 19138-19139 (La Spezia), 98159 (Messina), 90132 (Palermo), 65131-65132 (Pescara) e 30131 (Venezia). In tutto sono variati i CAP di circa il 10% delle strade.

Altre modifiche hanno riguardato i CAP di 79 comuni, mentre quelli di circa 2.400 Frazioni sono stati sostituiti con i CAP dei relativi Comuni di appartenenza.

Le seguenti 14 città sono state suddivise in zone postali dal 27 marzo 2009: Alessandria, Cesena, Ferrara, Foggia, Forlì, Modena, Parma, Pesaro, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Taranto, Trento. La riorganizzazione del Marzo 2009 ha portato anche tali città ad abbandonare l’utilizzo del cap unico per adottare la suddivisione in zone postali.

Per tali 41 città non si deve utilizzare il CAP unico, ma occorre indicare sempre quello specifico associato alla singola strada del destinatario. Nella pratica, tuttavia anche se viene indicato ancora il cap unico la corrispondenza arriva egualmente al destinatario anche se talvolta si rendono necessari tempi più lunghi per la consegna

Aggiornamento dei CAP

Inizialmente uno stesso CAP identificava diversi Comuni. Solo le realtà urbane più grandi avevano un codice dedicato. Col passare degli anni, poi, alcuni CAP sono stati variati, per effetto della fusione di più paesi o a seguito del passaggio di un Comune da una Provincia all’altra o addirittura da una Regione all’altra.

Nel 1997 , dunque, sono state introdotti i CAP delle nuove province di Biella, Crotone, Lecco, Lodi, Prato, Rimini, Verbania, Vibo Valentia.

Nel 2010, oltre ad ulteriori aggiornamenti minori, sono stati riattribuiti i CAP per le nuove province di istituzione statale (Monza e Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani) e ai comuni delle Marche passati alla provincia di Rimini.

Nel 2017, poi, sono stati variati i CAP di Sappada (UD), comune passato dal Veneto al Friuli Venezia Giulia nel 2017, di nove comuni sardi passati nel 2006 dalla provincia di Nuoro alla provincia di Oristano (Bosa, Flussio, Laconi, Magomadas, Modolo, Montresta, Sagama, Suni, Tinnura), di Campione d’Italia (CO) e di Livigno (SO).

Il 2018 è stato un anno ricco di aggiornamenti. Il 18 giugno 2018, infatti, sono entrati in vigore i CAP assegnati ai nuovi comuni istituiti il 1° gennaio 2018, ai tre rimanenti nuovi comuni istituiti nel 2017 ed al comune di Mappano (TO), nuovo comune istituito nel 2013 con efficacia dal 2017.

Il 19 novembre 2018 sono stati assegnati i CAP a Fiumicello Villa Vicentina (UD), Treppo Ligosullo (UD), Barbarano Mossano (VI), Borgo Veneto (PD) e Corigliano-Rossano (CS) cinque nuovi comuni istituiti nel 2018 mediante fusione.

Inoltre, è variato il CAP di Torre de’ Busi, comune passato dalla provincia di Lecco (LC) alla provincia di Bergamo (BG), e di alcuni comuni della Campania (Barano d’Ischia, Serrara Fontana), del Lazio (Ventotene), della Puglia (Isole Tremiti), della Sicilia (Lampedusa e Linosa) e della Sardegna (Elmas, Maracalagonis, Pula, Settimo San Pietro, Uta, Villa San Pietro).

Anche il 2019 ha visto modificarsi numerosi cap. Il 9 settembre 2019 sono cambiati infatti i codici di avviamento postali delle strade di alcune città zonate e il 17 giugno 2019 sono entrati in vigore i CAP assegnati ai nuovi comuni istituiti nel gennaio e febbraio 2019.

Il 9 dicembre 2019 è stato poi assegnato il CAP al comune di Presicce-Acquarica (LE) e sono state apportate delle variazioni ai codici di avviamento postali delle strade di Cagliari, Firenze, Livorno, Messina, Milano, Reggio Calabria, Pesaro, Roma e Venezia.

La rivoluzione è proseguita anche quest’anno. Il 25 maggio 2020 sono entrati in vigore i CAP attribuiti ai nuovi comuni istituiti il 1 gennaio 2020. Inoltre, sono variati i CAP di 40 comuni in provincia di Milano e sono state apportate delle variazioni ai codici di avviamento postali delle strade di Bari, Cagliari, Catania, Cesena, Firenze, Livorno, Messina, Milano, Palermo, Parma, Pescara, Reggio Calabria, Rimini, Roma e Trento.

Il perché dell’aggiornamento

Gli aggiornamenti dei Codici di Avviamento Postale sono finalizzati al miglioramento dello smistamento e del recapito della corrispondenza.

L’aggiornamento non risolve tuttavia tutte le ipotesi di possibile confusioni: la fusione di due o più comuni potrebbe generare casi di omonimia nelle strade, cioè strade con lo stesso nome presenti in due o più comuni accorpati; in questi casi per individuare in modo univoco il destinatario è opportuno indicare, nel blocco indirizzo a fianco della via, anche il nome del Comune originario. Per esempio, Via Roma è presente sia a Camairago che a Cavacurta, comuni fusi nell’unico comune di Castelgerundo. Per evitare confusioni nella consegna della corrispondenza darà dUnque opportuno scrivere l’indirizzo nella seguente modalità:

SIG. MARIO ROSSI

VIA ROMA CAMAIRAGO 8

26844 CASTELGERUNDO

SIG.GIUSEPPE BIANCHI

VIA ROMA CAVACURTA 8

26844 CASTELGERUNDO

 

 

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