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Giuristi d’impresa: una carriera stellare negli USA

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Il Giurista d’impresa, figura ben delineata, ormai da molti anni, all’interno dei dipartimenti legal e corporate delle aziende più strutturate, continua ad essere inquadrato come un ruolo distinto da quello dell’Avvocato, come più volte ribadito dal CNF. La relativa Commissione consultiva, nel 2017, in seguito al quesito presentato dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di Bologna, aveva ribadito l’incompatibilità tra i ruoli. Mentre in Italia si battaglia per forme e cavilli, negli Usa questa figura, indicata più efficacemente come avvocato interno o corporate lawyer, guadagna posizione e prestigio, sociale ed economico.

In un articolo apparso il 26 gennaio 2021 sulla rivista on line bloomberglaw.com, firmato dalla reporter Ruiqi Chen, dal titolo “Companies Prepare for In-House Lawyer Hiring Surge, Survey Says”, viene riportato un sondaggio che fotografa uno spaccato di assoluto rilievo. La survey dell’Association of Corporate Counsel, condotta con la società di e-discovery Exterro, è stato completato nell’autunno del 2020 e include le risposte di 947 Chief Legal Officer di 44 paesi dove, più del 70% degli intervistati, proviene dagli Stati Uniti.

Dai dati emerge che l’utilizzo dei professionisti delle operazioni legali ha raggiunto livelli record e, quasi un terzo degli uffici legali, nel 2021, prevede di assumere più avvocati interni, un aumento rispetto al numero che si prevedeva lo scorso anno. Come viene evidenziato dalla reporter, questo rappresenta uno dei tanti segni che la pandemia non ha rallentato la crescita del dipartimento legale.

Il sondaggio ha inoltre rilevato che oltre il 32% dei consulenti generali prevede di assumere più avvocati interni quest’anno. 

Tra i capi legali che dichiarano di voler assumere più consulenti interni, il 49% intende anche inviare più lavoro agli studi legali esterni, rispetto a quasi il 45% nel 2020.

I risultati del sondaggio suggeriscono che gli uffici legali hanno più lavoro rispetto a prima nonostante gli effetti economici della pandemia, e si avvalgono, per affrontare le questioni giuridiche, sia di avvocati interni che di aziende esterne. I dati indicano che i principali funzionari legali vedono le loro responsabilità continuare a crescere in un ambiente mutato.

Il ricorso a professionisti delle operazioni legali ha raggiunto un livello record nel sondaggio del 2021, sottolineando una tendenza nel settore che dura da anni. Quasi il 61% dei capi degli uffici legali intervistati impiega almeno un professionista delle operazioni legali, rispetto al 54% circa dello scorso anno, e al 21% del 2015.

Il sondaggio ha rilevato che circa l’80% delle aziende con entrate pari o superiori a 3 miliardi di dollari ha almeno un professionista delle operazioni legali, rispetto alla metà delle aziende con entrate inferiori a 100 milioni di dollari.

Nella survey emergono altri risultati chiave.

Gli Chief Legal Officers dedicano circa il 28% del loro tempo a fornire consulenza legale e il resto a compiti come lo sviluppo di strategie, questioni aziendali non legali, e riunioni del consiglio. Il 37,7% dei capi legali ha affermato che la loro iniziativa strategica più importante rientra nelle operazioni legali. Il 72,7% prevede che la diversità e gli sforzi di inclusione aumenteranno nel 2021.

Nel Belpaese, secondo il Consiglio nazionale forense, chi lavora in qualità di giurista d’impresa non può essere iscritto all’albo degli avvocati e quindi esercitare la professione legale. Al contrario, secondo il report dell’Association of Corporate Counsel la carriera dei lawyer che operano nei corporate office sarà sempre più stellare, come i simboli bianchi sul fondo blu, che sventolano sulla bandiera degli Stati Uniti.

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